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Addio alla pensione di reversibilità, batosta per gli italiani: chi resterà senza soldi

La nuova legge è ufficiale - colonnedercole.it

Brutta notizia per centinaia di famiglie italiane che potrebbero ritrovarsi senza pensione di reversibilità, un sostegno fondamentale.

La pensione di reversibilità rappresenta ancora un sostegno economico fondamentale per molte famiglie italiane, ma può anche essere persa con estrema facilità. Per mantenere il beneficio è necessario, infatti, rispettare precisi limiti reddituali, che determinano riduzioni o la perdita totale dell’erogazione mensile.

Il diritto alla reversibilità può decadere in diverse circostanze, spesso sottovalutate dai beneficiari che rischiano di perdere l’assegno senza preavviso. Si tratta infatti di un trattamento, riconosciuto ai superstiti di un pensionato INPS deceduto, con importi calcolati sulla base della pensione originaria e del grado di parentela.

Come proteggere la reversibilità

La reversibilità non è un diritto fisso e immutabile, ma un trattamento soggetto a verifiche continue e a variazioni legate alla situazione economica del superstite. Al coniuge spetta il 60%, al figlio unico il 70%, a 2 figli l’80%, mentre con coniuge e almeno 2 figli si arriva al 100% della pensione.

Addio alla pensione di reversibilità, batosta per gli italiani

Bisognerà prestare grande attenzione ai nuovi requisiti – colonnedercole.it

In assenza di coniuge e figli, il diritto può estendersi a genitori, fratelli, sorelle o nipoti orfani che risultavano a carico del defunto prima del decesso. Il coniuge superstite perde inoltre il diritto se si risposa, mentre i figli lo perdono al termine degli studi o con l’avvio di un’attività lavorativa stabile.

I figli minorenni o studenti sono tutelati fino ai 21 anni, mentre gli studenti universitari possono mantenere il beneficio fino ai 26 anni se regolarmente iscritti. Anche i familiari inabili perdono la reversibilità qualora venga meno la condizione sanitaria che ne giustificava l’erogazione.

Decade inoltre il diritto per genitori o fratelli che iniziano a percepire un trattamento pensionistico proprio o che contraggono matrimonio. Insomma, sopravvivere al pensionato è forse la parte più facile ma, per ogni scelta economico-legale successiva, c’è un rischio nascosto.

Sul fronte reddituale, l’INPS ha fissato la soglia per ottenere la reversibilità piena a 23.345,79 euro annui di reddito complessivo. Superata questa cifra, l’importo viene ridotto del 25% fino a 31.137,72 euro, del 40% fino a 38.909,65 euro e del 50% oltre 38.909,65 euro.

È importante ricordare che la decurtazione non può superare l’ammontare dei redditi aggiuntivi del beneficiario, evitando così tagli superiori al guadagno effettivo. Queste soglie rappresentano un elemento critico per molti nuclei familiari, che rischiano di perdere una parte significativa dell’assegno senza rendersene conto.

A complicare ulteriormente il quadro potrebbe intervenire una revisione normativa, resa probabile dalle esigenze di bilancio imposte dall’Unione Europea. Il Governo deve ridurre il deficit dal 7,4% attuale al 3% entro il 2027, obiettivo che potrebbe comportare interventi restrittivi sulle prestazioni previdenziali.

Tra le ipotesi circolate negli ultimi mesi figura anche una possibile revisione delle regole sulla reversibilità, con criteri più severi per l’accesso e il mantenimento. Per questo motivo è fondamentale monitorare la propria situazione reddituale e familiare, così da evitare sorprese e tutelare un sostegno economico essenziale.

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