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Questa è la spiaggia più bella d’Italia: turismo moltiplicato, boom per questa città

Cala Luna
Questa è la spiaggia più bella d’Italia: turismo moltiplicato, boom per questa città - colonnedercole.it

L’Italia brilla nella classifica 2025 delle spiagge più belle d’Europa grazie a tre perle italiane.

L’Italia torna a brillare sulla scena internazionale del turismo balneare. Stavolta è la Sardegna a conquistare i riflettori grazie a tre spiagge entrate nella prestigiosa classifica di European Best Destinations 2025, che ha raccolto oltre 1,2 milioni di voti da 158 Paesi. Cala Brandinchi, Cala Luna e La Pelosa si sono distinte tra le mete costiere più amate in Europa, superando località iconiche della Grecia, della Spagna e della Croazia. Un risultato che conferma l’enorme valore naturalistico e culturale delle coste italiane, soprattutto quando si parla di mare cristallino, sabbia fine e paesaggi protetti.

Cala Brandinchi, Cala Luna e La Pelosa: perché hanno conquistato l’Europa

Secondo la classifica diffusa nei primi giorni di gennaio, Cala Brandinchi si è posizionata al secondo posto assoluto, seguita da Cala Luna al quarto e da La Pelosa al sesto. Tre spiagge sarde racchiuse in pochi chilometri di costa, capaci di battere destinazioni internazionali molto più pubblicizzate. Cala Brandinchi, in particolare, è stata ribattezzata dagli utenti europei come la “Piccola Tahiti”: acque turchesi, sabbia bianca come farina, fondale basso, contesto naturalistico intatto. Si trova vicino San Teodoro, ed è protetta dalla macchia mediterranea e da una pineta che la separa dalla strada.

Cala Brandinchi

Cala Brandinchi si è posizionata al secondo posto assoluto – colonnedercole.it

Ma il fascino di questa baia non è solo visivo. In pochi sanno che proprio da qui, nell’ottobre 1867, Giuseppe Garibaldi salpò di nascosto da Caprera per raggiungere Piombino e tentare l’ingresso in Roma. Un pezzo di storia italiana che si intreccia col mare sardo, rendendo Cala Brandinchi un luogo dove natura e memoria si fondono.

La quarta posizione è occupata da Cala Luna, nel territorio del Supramonte: una mezzaluna dorata, racchiusa da grotte calcaree e raggiungibile solo via mare o a piedi, attraverso sentieri selvaggi. Chi arriva in barca o affronta il percorso a piedi viene ricompensato da un paesaggio intatto, dove lo snorkeling è un’esperienza sensoriale grazie ai fondali ancora vivi e non troppo antropizzati. Cala Luna è una delle mete più amate dagli escursionisti, ma resta lontana dai flussi di massa. E questo, oggi, è un valore aggiunto.

Al sesto posto, infine, La Pelosa di Stintino. Famosa per il suo colore irreale dell’acqua, si distingue per la presenza scenografica della Torre aragonese cinquecentesca, che campeggia su un isolotto poco distante dalla riva. Nonostante negli ultimi anni siano stati introdotti accessi regolamentati per proteggere l’ecosistema, resta una delle spiagge più fotografate d’Italia e ogni anno attrae turisti da tutto il mondo, anche nei mesi di bassa stagione.

Turismo sostenibile e valorizzazione del patrimonio marino

La classifica di European Best Destinations non premia solo l’estetica. I parametri valutati includono l’accessibilità, la conservazione ambientale, la presenza di flora e fauna locali, il rispetto delle tradizioni e l’esperienza complessiva del viaggiatore. Le tre spiagge sarde selezionate hanno convinto anche per la loro integrazione con il territorio, il basso impatto antropico e la capacità di offrire esperienze autentiche a chi le visita.

Il legame tra mare e cultura, nella visione del turismo europeo del 2025, è fondamentale. Non bastano sabbia e trasparenza, servono valori condivisi, tutela del paesaggio e senso di responsabilità verso il futuro del Mediterraneo. Cala Brandinchi, con il suo passato risorgimentale, rappresenta in modo esemplare questo approccio. E non a caso ha superato anche spiagge greche o spagnole di grande richiamo.

Oltre all’Italia, infatti, nella top ten figurano località come Cala Pregonda (Minorca), Playa de los Muertos (Spagna), Porto Glarokavos (Grecia) e Banje Beach (Dubrovnik). Tutte mete già note, ma meno votate rispetto alle spiagge sarde. Il risultato ottenuto dalle coste italiane parla chiaro: la Sardegna non è solo vacanza estiva, ma anche esempio di equilibrio tra bellezza naturale, storia e sostenibilità.

I numeri confermano una tendenza in crescita: i viaggiatori scelgono destinazioni che non si limitano a offrire una foto da cartolina, ma che sappiano raccontare qualcosa, coinvolgere, educare. Ed è su questo terreno che l’Italia — e in particolare la Sardegna — gioca una partita importante per il turismo del futuro.

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