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“Ho i termosifoni accesi ma ho ancora freddo”: questo perché fai questi 3 errori imperdonabili (che ti fanno spendere il doppio)

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“Ho i termosifoni accesi ma ho ancora freddo”: questo perché fai questi 3 errori imperdonabili (che ti fanno spendere il doppio) - colonnedercole.it

Dalla posizione dei mobili agli spifferi notturni, ci sono gesti quotidiani che peggiorano il freddo in casa e fanno lievitare i consumi.

Quando arrivano le prime gelate, riscaldare casa diventa una priorità. Eppure, ogni anno, la scena si ripete: termosifoni accesi per ore, stanze che restano fredde e una bolletta che arriva come un pugno. In molti casi, non è colpa dell’impianto né della temperatura esterna. Sono alcune abitudini errate, spesso inconsapevoli, a peggiorare la situazione. Piccoli comportamenti quotidiani che riducono l’efficacia del riscaldamento e fanno consumare più del necessario.

In Italia, secondo i dati dell’Enea, circa il 65% degli edifici residenziali ha una dispersione termica sopra la media europea. Ma oltre all’isolamento, incide anche il modo in cui gestiamo il calore. Posizionare male i mobili, impostare male il termostato, ignorare gli spifferi: tre sbagli comuni che, messi insieme, possono far salire i consumi fino al 30%. E il comfort? Rimane sempre a metà. Capire come evitarli è il primo passo per affrontare l’inverno in modo più intelligente.

Mobili e tende davanti ai termosifoni bloccano il calore

Uno degli errori più frequenti riguarda la disposizione degli arredi rispetto ai punti di emissione del calore. I termosifoni funzionano per irraggiamento e convezione: emettono calore che si diffonde nell’ambiente tramite l’aria in movimento. Ma se davanti c’è un divano, una poltrona o un mobile ingombrante, l’aria calda non riesce a circolare, resta intrappolata e si disperde più facilmente. Il risultato è una stanza che resta fredda nonostante l’impianto lavori a pieno ritmo.

Non va meglio quando si usano tende troppo lunghe, che coprono interamente i caloriferi. Molti lo fanno per motivi estetici o per “nascondere” elementi ritenuti poco belli. Ma il risultato è che buona parte del calore prodotto finisce tra finestra e tessuto, inutilizzato. In alcuni casi, questi accorgimenti estetici possono ridurre la resa termica fino al 40%, secondo una ricerca dell’Università di Padova pubblicata nel 2022.

Chi vive in case con spazi ridotti spesso non ha alternative, ma anche in questi casi basterebbe spostare leggermente gli arredi, oppure scegliere tende più corte o sollevabili. Ogni centimetro lasciato libero davanti al calorifero consente all’aria calda di muoversi in modo più uniforme, raggiungendo tutte le zone della stanza. Non è solo questione di comodità: evitare questo errore può ridurre i consumi annui anche del 10-15%.

Un termostato impostato male può falsare tutta la temperatura

Altro errore diffuso: lasciare il termostato su valori predefiniti o mal posizionati. In molte abitazioni, il termostato si trova in corridoio, vicino a una porta d’ingresso o a una fonte di luce diretta. Questo provoca letture errate della temperatura reale e, di conseguenza, comportamenti scorretti da parte dell’impianto. Se il termostato “sente caldo” perché vicino a una lampada o una finestra soleggiata, non accenderà il riscaldamento anche se in salotto si muore di freddo.

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Un termostato impostato male può falsare tutta la temperatura – colonnedercole.it

In altri casi, il problema è l’impostazione stessa. C’è chi lo lascia acceso h24 a 22°C, chi lo accende solo la sera al massimo e poi lo spegne. Nessuna delle due scelte è efficace. I tecnici del CNR consigliano una gestione modulata, con temperature più basse la notte (intorno ai 18°C) e un massimo di 20-21°C durante il giorno. Tenere sempre il riscaldamento acceso ad alta temperatura, invece, crea sbalzi termici, stressa l’impianto e pesa sulle bollette.

Nel 2025 sono cresciute le vendite di termostati smart, che apprendono le abitudini di chi vive in casa e adattano automaticamente il riscaldamento. Alcuni modelli si collegano al meteo e riducono la temperatura interna se fuori fa più caldo. Chi non ha un impianto compatibile può comunque impostare fasce orarie fisse: la mattina presto, il rientro serale, e il minimo di notte. Una gestione più attenta consente un risparmio medio di 250 euro l’anno, secondo l’Associazione Consumatori.

Molti ignorano anche la manutenzione: un termostato vecchio, con sensori usurati, può fornire dati sbagliati. Ogni due o tre anni andrebbe controllato, o sostituito se necessario. A volte basta una batteria scarica o un cavo ossidato per far sballare tutto. E non c’è sistema di riscaldamento che tenga, se le informazioni di partenza sono errate.

Spifferi, guarnizioni rovinate e finestre non isolate: così il freddo entra (anche con i caloriferi accesi)

Il terzo errore è invisibile ma potentissimo: le correnti d’aria. Finestre vecchie, porte mal chiuse, infissi senza guarnizioni. Anche in case recenti, basta una piccola fessura nel telaio per far entrare l’aria gelida e abbassare la temperatura interna. A quel punto il termosifone lavora il doppio, ma il freddo non sparisce mai. Un’indagine di ENEA ha mostrato che il 35% della dispersione termica invernale avviene dalle finestre, e un ulteriore 15% dalle porte.

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Spifferi e dispersione: il nemico silenzioso del comfort domestico – colonnedercole.it

Il rimedio non è sempre costoso. Si può iniziare con guarnizioni adesive, paraspifferi in stoffa o schiume espandenti nei punti critici. Nelle case più vecchie, dove gli infissi non tengono più, si può valutare l’installazione di vetri doppi o finestre certificate a tenuta termica. Alcune regioni offrono anche bonus edilizi locali per piccoli interventi di efficientamento, anche senza ristrutturazioni complesse.

Chi vive in zone fredde sa quanto sia importante chiudere tapparelle e persiane la sera, anche se sembra un gesto banale. È un modo semplice per creare una barriera d’aria tra interno ed esterno. Le tende pesanti aiutano, ma da sole non bastano se ci sono fessure aperte. Anche piccoli dettagli, come la porta del bagno che resta aperta sul corridoio non riscaldato, contribuiscono alla dispersione.

In alcune città del nord, come Torino o Bolzano, dove le temperature notturne scendono sotto zero per settimane, il tema della tenuta termica è stato messo al centro delle politiche abitative. Controllare questi dettagli in autunno può evitare una stagione di sprechi. E lo sappiamo: quando fa freddo, anche un grado in meno si sente.

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