Una ricerca europea rivela quali città ricevono più ore di luce: in vetta una città italiana
Il grigio invernale non è un destino inevitabile. Anche quando i giorni si accorciano, la luce cala presto e l’umore sembra affondare, alcune città italiane riescono a smentire i cliché. Non serve volare lontano per trovare ore di sole: una ricerca recente ha dimostrato che tra le mete più luminose d’Europa c’è anche una città italiana, ed è molto lontana dalle spiagge del Sud.
Il podio europeo della luce invernale e la sorpresa italiana
Lo studio arriva da Luxury France Tours, che ha elaborato i dati di World Weather Online relativi a dicembre, gennaio e febbraio. L’obiettivo era mappare le città con più ore di sole in inverno nel continente europeo. I risultati confermano una tendenza nota: la Spagna domina. In vetta c’è Tenerife, con 850 ore di luce stagionale. Seguono altre località spagnole come Almería, Cartagena, Murcia, Tarragona e Valencia. Località dal clima mite, dove anche in inverno le terrazze restano affollate e l’atmosfera non si arrende al cappotto.
Ma l’aspetto più interessante riguarda chi si avvicina a questo podio, pur restando fuori dalla top 5. Tra le prime dieci città europee più luminose d’inverno, compaiono anche mete della Costa Azzurra come Cannes e Nizza, alcune località del Portogallo, e una città italiana che nessuno si aspettava di trovare in classifica. Non Palermo, non Napoli, non Cagliari.

A sorprendere è Torino, che si piazza al settimo posto assoluto – colonnedercole.it
A sorprendere è Torino, che si piazza al settimo posto assoluto in Europa con 743 ore di luce invernale. Un dato che supera Catania, nona con 715 ore, e batte anche Cagliari, ferma a 666 ore. Una rivincita del Nord che rovescia i luoghi comuni: Torino non è solo nebbia e grigiore, ma anche cieli limpidi e giornate luminose.
Per chi cerca una meta invernale alternativa, il capoluogo piemontese può essere una scelta inattesa ma efficace: cultura, architettura e luce. Elementi che, uniti, rendono un city break più leggero, più vivo, meno opprimente.
Perché più ore di luce non vuol dire più caldo (ma fa tutta la differenza)
Il dato sulla luce non va confuso con quello sul calore. Torino resta una città invernale, con temperature rigide e mattinate fredde, spesso accompagnate da vento secco. Ma la percezione della stagione cambia quando il sole resta alto più a lungo. Significa che una passeggiata pomeridiana non finisce alle 15, che si può vivere l’esterno anche a gennaio, che i parchi non diventano luoghi dimenticati fino a primavera.
La luce agisce anche sull’umore. Gli studi sulla vitamina D e la luce naturale sono ormai numerosi, e tutti indicano che la quantità di sole incide sul benessere mentale. Non a caso, molte persone soffrono di una leggera forma di depressione stagionale nei mesi più bui, soprattutto in aree urbane dove la luce sembra svanire nel primo pomeriggio.
Ecco perché una città come Torino, che accumula più ore di sole rispetto a destinazioni considerate più calde, si rivela una risorsa inaspettata. Non riscalda il clima, ma rallenta il senso di isolamento. Aiuta a mantenere attiva la vita urbana, nonostante il freddo. E, soprattutto, offre uno scenario visivo più aperto, meno schiacciato dalla monotonia del cielo grigio.
Chi vive lì lo sa: uscire con la luce, anche con la sciarpa stretta al collo, è meglio che restare chiusi in casa aspettando marzo. E chi visita la città in questi mesi può scoprire un lato diverso, più solare, più vivibile, meno stereotipato. L’inverno italiano, insomma, non è uguale dappertutto. E a volte le sorprese arrivano da dove meno te lo aspetti.








