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Il borgo fantasma sospeso nel tempo che sta facendo impazzire il web: storia millenaria e panorami irreali

Precacore borgo italiano
Un borgo italiano sospeso nel tempo (Foto IG @gabriele_costa96 - colonnedercole.it)

Un Antico insediamento abbandonato il borgo offre oggi un viaggio tra storia millenaria, arte sacra e paesaggi mozzafiato.

Arroccato sulla vetta del Monte Palecastro, il borgo fantasma di Precacore si staglia imponente sulla Fiumara La Verde, offrendo una vista mozzafiato sul territorio circostante e sull’attuale abitato di Samo, ricostruito a valle dopo il devastante terremoto del 1908.

Questo insediamento abbandonato, che fino a pochi decenni fa ha mantenuto la sua identità storica, rappresenta oggi un patrimonio di eccezionale valore archeologico e naturalistico, inserito nel cuore del Parco Nazionale dell’Aspromonte.

Origini millenarie e vicissitudini storiche di Precacore

Il borgo di Precacore, secondo la tradizione locale, trae origine da un nome evocativo, un tempo denominato “Crepacuore” in memoria delle sofferenze degli abitanti sopravvissuti a calamità naturali. Nel corso dei secoli, la denominazione è mutata fino all’attuale, ma la memoria di quei tragici eventi permane nelle pietre e nelle vie dirute del centro antico.

La storia di Samo, moderno paese situato a breve distanza, affonda le radici nel mondo greco: fondato nel 492 a.C. da coloni provenienti dall’isola di Samos nell’Egeo, fuggiti dalle incursioni persiane, il primo insediamento si sviluppò inizialmente lungo la costa ionica calabrese, nei pressi della Fiumara La Verde, per poi spostarsi nell’entroterra a causa delle continue minacce dei saraceni, dando così origine al borgo fortificato di Palecastro, “vecchia fortezza”.

Nei secoli successivi, precacore ha subito ripetuti terremoti – nel 1349, nel 1783 e infine nel 1908 – che hanno provocato danni ingenti e il progressivo spopolamento. In epoca feudale, il territorio passò sotto il controllo di diverse famiglie nobiliari, tra cui i Ruffo, i Centelles e i De Franco, che hanno lasciato importanti tracce nell’architettura locale e nei sistemi di difesa.

Nonostante l’abbandono, Precacore conserva ancora oggi edifici di inestimabile valore storico e artistico. Tra questi spicca la Chiesa di San Giovanni Battista, un tempo dedicata a Santa Maria delle Grazie, dove si possono ammirare le tracce di un affresco della Madonna Nera. La Chiesa di San Sebastiano ospita affreschi risalenti al Quattrocento, che testimoniano la lunga tradizione religiosa e artistica del borgo.

Borgo fantasma in Italia

Il borgo fantasma che si trova in Italia, un viaggio oltre il tempo (Foto IG @misteryhunters – colonnedercole.it)

Importanti sono anche i resti di edifici civili, tra cui quelli attribuiti al cosiddetto “Castello di Pitagora”. Sebbene la presenza del filosofo greco non sia storicamente confermata, la tradizione popolare lega questo luogo a una delle figure più illustri dell’antichità, arricchendo il fascino del sito. L’urbanistica del borgo, con vicoli stretti, scalinate irregolari e cortili interni, riflette la tipica struttura difensiva dei centri montani calabresi, pensata per proteggere la comunità dagli attacchi esterni.

Sentieri, panorami e valorizzazione sostenibile

Il percorso pedonale che conduce a Precacore, parte dal vallone Santa Caterina e si snoda fino alla sommità della rupe, è stato recentemente oggetto di un importante intervento di recupero e messa in sicurezza, inclusa l’installazione di un innovativo sistema di illuminazione a basso consumo energetico. Questo consente ai visitatori di esplorare il borgo anche nelle ore serali, godendo di un’esperienza immersiva in un contesto di straordinaria bellezza paesaggistica.

Dall’alto della rupe, si domina la valle verdeggiante della Fiumara La Verde, con uliveti terrazzati che si estendono fino a lambire le montagne dell’Aspromonte e, all’orizzonte, il suggestivo scorcio del Mar Ionio. L’area è un vero e proprio corridoio ecologico nel Parco Nazionale, habitat essenziale per specie migratorie di uccelli e piccoli mammiferi, in un ecosistema che unisce natura, geologia e storia.

La recente illuminazione del borgo, frutto di un accordo tra l’Ente Parco e l’Amministrazione comunale, rappresenta un esempio virtuoso di valorizzazione culturale rispettosa del paesaggio e dell’ambiente protetto.

Il borgo è facilmente raggiungibile in auto percorrendo la Strada Statale 106 Jonica, con accesso da Reggio Calabria o dalla costa ionica settentrionale della Calabria. Chi preferisce il treno può scendere alle stazioni di Bianco o Locri e proseguire con taxi o autobus locali. Dal centro di Samo, un sentiero pedonale ben mantenuto e illuminato conduce in sicurezza fino ai ruderi, permettendo di vivere un’esperienza unica tra storia, natura e cultura.

Si raccomanda di indossare calzature adeguate e di seguire le indicazioni lungo il percorso, che presenta alcuni tratti con dislivelli e scalinate irregolari. Le visite guidate, quando organizzate, offrono approfondimenti preziosi per apprezzare appieno le ricchezze di questo straordinario sito.

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